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L’amore per la  “BUONA” cucina by F.Faldi

L’AMORE PER LA “BUONA” CUCINA

“Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate,

ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi.” (Cicerone)

Conoscere le regole della Dieta Mediterranea aiuta a destreggiarsi tra scelte alimentari e abbinamenti salutari, ma non è sufficiente a trasmettere l’amore per la “buona” cucina. Per far sì che tali regole diventino abitudini piacevoli e non proibizioni temporanee è indispensabile che, fin da piccoli, siano accompagnate da un contesto sano e stimolante.

Ogni tanto vale la pena di fermarsi a riflettere e prendersi del tempo per ricordare in famiglia tutte quelle piccolezze di cui va fiera la nostra cultura alimentare. Non è infatti solo questione di tradizioni: è scientificamente dimostrata una significativa e frequente correlazione fra specifici comportamenti dell’età infantile e il rischio attuale o futuro di eccesso ponderale.

Di seguito alcuni spunti per ravvivare il piacere dello stare a tavola:

-         Mangiare lentamente, masticare bene, variare la qualità dei cibi e gustare quello che stiamo mangiando facilita un rapporto “cordiale” con il cibo;

-         Sedersi ad una tavola apparecchiata con cura, coinvolgendo tutti i membri della famiglia in piccole mansioni che riguardano la preparazione o la presentazione del cibo, è un modo per rendere anche i più giovani complici e consapevoli delle scelte fatte in tavola;

-         Fare pasti regolari, consumati in famiglia, con il televisore spento, conversando, aiuta ad arricchire un semplice atto fisiologico di un importante significato relazionale;

-         Ricordarsi che non esistono cibi buoni o cibi cattivi, ma porzioni adeguate di alimenti, ognuno dei quali contribuisce alle diverse necessità dell’organismo;

-         Cercare di preparare un menu unico per tutti così che si possano mangiare le stesse pietanze, abbiamo tutti bisogno degli stessi nutrienti, solo in quantità diverse;

-         Insegnare anche ai più piccoli a “mangiare” con piacere negli spazi temporali opportuni, non a riempire gli spazi vuoti mangiando per trovare piacere;

-         Evitare di utilizzare il cibo come premio o castigo o per calmare stati di irrequietezza indipendenti dal bisogno di mangiare;

-         Assaggiare gradualmente cibi nuovi e/o sgraditi con atteggiamento positivo, eventualmente appendendo in cucina un cartellone con tutte le “conquiste” ottenute nel corso dei giorni;

-         Provare ad alzarsi da tavola ancora leggermente affamati, imparando a seguire i segnali di fame/sazietà e ad evitare i “bis” spinti dalla gola.

Ricordate: seguire una corretta alimentazione non solo tutela la salute, ma è anche fonte di “cordiale gioia di vivere”, ingrediente necessario al raggiungimento del benessere familiare.

Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera"

(Oscar Wilde)

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Rubrica di dieta e nutrizione a cura della Dott.ssa Francesca Faldi