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Spogliatoio… dove mi metto?

 

Lo sport è un contesto importante per apprendere l’AUTONOMIA attraverso la possibilità che l’atleta ha di sperimentarla nella vita agonistica ma anche in tante situazioni extra campo correlate all’attività motoria. Una di queste è proprio lo spogliatoio.

 

Non si tratta, infatti, di un semplice posto dove cambiarsi. E’ molto di più e a qualsiasi età la “vita” dello spogliatoio è davvero importante, a maggior ragione in uno sport di squadra: è un microcosmo appartenente agli atleti che va tutelato, organizzato….e rispettato.

L’atleta viene chiamato ad un doppio confronto. In primis quello con se stesso e con gli aspetti organizzativi legati alla gestione degli aspetti personali, come l’igiene personale e la cura del materiale, considerando che ciascuno sportivo è in prima persona responsabile del proprio stato di salute. Dall’altra parte le mura di uno spogliatoio definiscono uno spazio sociale in cui si sviluppano relazioni, si creano dinamiche, ci si confronta e si collabora con gli altri.

Vivere da solo lo spogliatoio, rappresenta per l’atleta più giovane l’opportunità di imparare ad essere autonomo e a cavarsela da solo di fronte alle varie situazioni, assumendosi le responsabilità legate al far parte di una squadra e  di una collettività più grande, in cui vigono diritti e doveri.

Esistono infatti delle norme rispetto allo stare nello spogliatoio e viene giustamente richiesto all’atleta di essere corretto ed educato, sia in casa che in trasferta: il comportamento al suo interno deve essere rispettoso verso se stessi e gli altri, indipendentemente che essi siano siano i propri compagni, le altre squadre o i genitori (spesso fuori ad aspettare per tempi che non possono prolungarsi eccessivamente).

Anche in questo caso, il genitore è parte attiva ed è fondamentale il suo coinvolgimento nell’aiutare al “corretto uso” dello spogliatoio da parte dell’atleta.

A livello organizzativo, infatti, può dare dei parametri utili all’atleta per gestirsi al meglio (come quelli temporali, es: la doccia deve essere accurata ma veloce, per consentire un agevole uso dello spogliatoio), ma anche fornire messaggi su quello che può essere da parte di ciascuno l’atteggiamento adeguato per rispettare e farsi rispettare.

Tutto ciò è finalizzato all’acquisizione dell’autonomia e, quando possibile, è importante cercare di richiedere un proseguimento della propria “gestione” anche a casa, compatibilmente con ogni età (ad esempio il disfare in modo collaborativo la borsa una volta rientrati a casa). Cruciale è anche essere tolleranti quando, nel provare a fare da soli, si fa qualche errore o si fa poca attenzione, ad esempio se si perde un calzino o non ci siamo asciugati correttamente i capelli.

Ricordiamoci che le situazioni che mettono l’atleta in condizioni di maturare e crescere attraverso l’impegno personale sono le direzioni giuste per favorire l’autonomia nei ragazzi. 

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