E’ Matteo Aiello, dopo Alberto Bardini, il secondo rinforzo della prima squadra della Laurenziana per il prossimo campionato di prima divisione. Si tratta di un ritorno in tutti i sensi, dato che l’ultima stagione disputata da Matteo risale al 2010/11 prima di appendere le scarpe al chiodo a causa di impegni di lavoro.

 

 

Matteo, per prima cosa bentornato a casa. Grazie, anche se questa frase fa molto LeBron… Scherzi a parte, sono felicissimo! Che cosa rappresenta per te la Laurenziana? Ho passato degli anni indimenticabili. Sia a livello giovanile sia a livello senior. Nella prima parte della mia carriera ho cambiato diverse squadre perché caratterialmente sono una persona che si annoia abbastanza facilmente. Dopo la prima cena di inizio anno, stagione 2006/07, ho avuto subito l’idea di non volermi più muovere. Non credevo che avrei ricominciato a giocare, ma ogni volta che mi immaginavo un ipotetico ritorno, mi vedevo soltanto in maglia biancorossa. Cosa ti ha spinto ad accettare questa nuova sfida? Tanti motivi. Per prima cosa la mia disponibilità. Decisi di smettere perché il lavoro non mi permetteva di allenarmi e, di conseguenza, di giocare. Adesso che sono cambiate un po’ di cose mi è tornata la voglia di rimettermi in discussione. Conosco, per averci giocato insieme o contro, i ragazzi e ci sono tutti i presupposti per divertirci e fare una grande annata. Gran parte del merito, comunque, va a Tommaso Paoletti. Abbiamo giocato insieme quando eravamo bambini nella gloriosa Freccia Azzurra e mi sono sempre detto: “Prima o poi mi farò allenare da Tommy”. E’ capitata quest’occasione e non potevo dire di no. Ti è mancata la pallacanestro? Più che la pallacanestro intesa come gioco, mi è mancato tantissimo lo spogliatoio in tutte le sue forme: dagli scherzi al nauseante odore di scarpe e sudore post allenamento. Può sembrare una cosa folle, ma ho sempre avuto la fortuna e il piacere di giocare in squadre dove lo spogliatoio era tutto. Raccontaci brevemente la tua carriera Ho iniziato abbastanza grandicello con la Freccia Azzurra nel mitico PalaFortini, poi ho fatto le giovanili a Laurenziana, Affrico e Firenze Basket dove sono stato aggregato alla prima squadra esordendo in C1 non ancora maggiorenne. Dopodiché ho sempre giocato in C2 tra Fiorentina, Prato, Calenzano e Laurenziana. Qual’è il tuo stile di gioco? Sono stato una croce per gli allenatori che ho avuto, dato che ho sempre preferito giocare fronte piuttosto che spalle a canestro e fare di tutto pur di non tirare in avvicinamento. Il coach mi ha promesso che mi farà fare l’esterno, quindi, per una volta, non ci dovrebbero essere problemi! Quali sono le tue aspettative per la stagione? Le sensazioni sono positive. L’obiettivo, mio e di tutta la società, è quello di riportare la Laurenziana dove l’ho lasciata e di portare tante famiglie alla Valenti. Negli ultimi due anni Tommaso e tutto lo staff hanno lavorato in maniera splendida con grandissimo entusiasmo, quindi penso che la strada da percorrere sia soltanto in discesa. HEAD ON LAURENZIANA!