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mani sul pallone

Crescere attraverso....i legami
Psicologia dello sport
Dott.sa Cristiana Conti

 

Il ruolo sociale dello sport

Sappiamo bene che lo sport non è soltanto un’attività che ha impatto sul fisico e che può fungere da vero e proprio strumento di costruzione dell’identità. E’ infatti, potenzialmente, luogo di crescita e maturazione personale, sia a livello fisico sia a livello psicologico.
Attraverso lo sport avviene l’incontro con il Sé: nel raggiungere una consapevolezza rispetto alle proprie risorse e ai propri limiti, nel percepire il proprio valore nelle situazioni, nell’incrementare qualità legate all’autostima e all’efficacia (la costanza, la tenacia, l’autocontrollo, la fiducia, la spinta verso il miglioramento del sé), nel favorire la canalizzazione in senso positivo delle proprie energie e tanto altro. Ma contemporaneamente, lo sport è anche incontro con l’Altro, agevolando lo sviluppo del soggetto anche nel piano relazionale: promuove i rapporti positivi con i pari, consente lo  sviluppo di abilità come cooperazione e la responsabilità, favorisce la conoscenza dell’altro e il rispetto della sua “diversità". Rende le persone capaci di comprendere l'esistenza delle regole e, in generale, sostiene l’apprendimento della vita di gruppo.
Lo sport insegna valori sociali significativi ed è un terreno di APPARTENENZA, uno spazio, cioè, in cui la persona può sentire dei legame con l’Altro. 
Quanto conta tutto questo per il singolo? È determinante.
Innanzitutto, le relazioni interpersonali hanno un ruolo cardine nella costruzione di un’identità stabile: l’uomo è un animale sociale e l’appartenenza ad un gruppo è un bisogno primario dal punto di vista evoluzionistico. Essere dentro certe dinamiche sociali si connette al senso di identità e al trovare il proprio spazio nel mondo (una delle sensazioni psicologicamente migliori che ci possono essere).
Come è facilmente intuibile sono molti gli studi che si sono concentrati sulle conseguenze dell’appartenere ad un gruppo evidenziandone gli innumerevoli benefici per il singolo. Ad esempio, il sentirsi parte di una “comunità” permette agli individui una maggiore autostima, ne rafforza le capacità di coping (fronteggiamento degli eventi avversi) ed è un elemento di prevenzione allo stress e ai disturbi dell’umore. Sentire di far parte di un gruppo, sostanzialmente, ci aiuta a reagire meglio dinanzi alle difficoltà anche per il fatto che viene sperimentata al suo interno una particolare condivisione emotiva (ad esempio gioire tutti insieme, unire le forze per raggiungere un obbiettivo o essere delusi all’unanime). 
Se è vero che “appartenere ad un gruppo” è determinante, è bene ovviamente considerare a quale gruppo ci riferiamo. E in questo, il contesto sportivo può essere uno spazio privilegiato per un’appartenenza sana e positiva, proiettando ogni persona verso qualcosa di grande: il GRUPPO. L’Io e il Noi sono infatti spazi necessari da esplorare, probabilmente tutta la vita…ma sicuramente, soprattutto in giovane età. 

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Rubrica di Psicologia dello Sport a cura della Dott.ssa Cristiana Conti

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