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IL BAMBINO DI OGGI è L’ADULTO DEL FUTURO.
Rubrica di Psicologia dello sport
a cura della Dott. Cristiana Conti

L’attività sportiva ha un ruolo determinante dal punto di vista motorio, ma anche in termini psicologici, educativi e sociali. Ci sono molteplici ragioni per cui sostenere lo sport in giovane età, anche considerando il fatto che gli effetti non sono osservabili esclusivamente nell’immediato. Ad essere chiamato in causa è, infatti, il FUTURO del nostro giovane atleta.

Molte ricerche sottolineano che il fare attività sportiva (soprattutto dai 14 ai 18 anni), favorisce una serie di processi che possono determinare lo stato di salute nella futura vita da grandi. La partecipazione sportiva nell’infanzia e nell’adolescenza è infatti un precursore dell'impegno sportivo in età adulta. Ciò significa che chi fa attività motoria fin da piccolo ed è sostenuto in questa scelta, ha una maggiore probabilità di essere un adulto che pratica sport, che è interessato ad esso o che comunque svolge una vita attiva.

Questo aspetto è fondamentale se pensiamo a due dati. Da una parte vi è la tendenza mondiale di un calo nel quantitativo di attività fisica praticata ogni giorno (stando ai dati europei più recenti, oltre un terzo delle persone in età adulta sono insufficientemente attive); dall’altra parte l’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che malattie come il diabete, l’ipertensione e l’artrosi sono molto più frequenti in persone che non hanno praticato sport in giovane età.

Da genitori è importante quindi favorire il movimento, la curiosità verso le attività sportive, gli spazi dove veicolare la grande energia psico-fisica tipica dell’infanzia e dell’adolescenza. Lo slancio verso lo sport si tradurrà nell’abitudine del cercare uno stile di vita più dinamico e meno sedentario.

Accanto a questo aspetto, la ricerca evidenzia anche qualcosa in merito alla scelta del tipo di sport: più una cosa è fatta con piacere e maggiore è la motivazione e la costanza di pratica. Sostenere lo sport che piace al proprio figlio, non significa che sarà allora necessariamente quello lo sport che lui o lei praticheranno per il resto della propria vita. A trasmettersi nel tempo sarà infatti, piuttosto, la sensazione positiva associata al fare un’attività che ci fa divertire (e quindi stare bene).

Un suggerimento operativo semplice ma efficace? Sosteniamo l’interesse per una vita sana e attiva dando delle buone abitudini quotidiane.

Punto dolente riguardo un piano pratico/organizzativo: (apparentemente) non sempre lo sport si concilia con la scuola. Ci sono ovviamente periodi più carichi e impegnativi dal punto di vista scolastico, ma in generale ricordiamoci che entrambi sono agenzie educative significative da tutelare. Evitiamo quindi di “punire” togliendo lo spazio sportivo. Ricordiamoci sempre che l’attività fisica è un fattore trainante per la salute ed il benessere e far apprendere ai giovani atleti una cultura del movimento inciderà sulla loro stile di vita anche tra tanti anni.