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RE START: IL VALORE DELLA PROGETTUALITA'
Rubrica di Psicologia dello sport
a cura della Dott. Cristiana Conti

Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli e fare i nostri progetti con fiducia”  

Henri Ford

 

Se chiediamo ad uno sportivo “quando inizia per te l’anno?” il primo pensiero andrà, probabilmente, al momento in cui comincia la stagione sportiva. I vari sport hanno stagionalità differenti, ma nella maggior parte dei casi possiamo collocare l’inizio tra i mesi di Settembre e Ottobre. Il calendario solare mette tutti d’accordo e ci regala, sempre, anche un ulteriore inizio.

Una nuova partenza ci offre la possibilità di confrontarci con un tema molto significativo: la progettualità. Progettare sostanzialmente significa ideare qualcosa, studiare i modi per attuarlo, pianificare.

Nello sport, come è intuibile, la progettazione è fondamentale. Ciascuno atleta si inserisce all’interno di una progetto sportivo, persegue obiettivi stagionali insieme al proprio tecnico e ai propri compagni, affiancato anche anche dai propri genitori. Il termine “obiettivo” è usuale e ben noto all’atleta, chiamato appunto a riconoscerlo e a lavorare per raggiungerlo.

Quello che è meno evidente, è quanto sia importante aiutare il nostro giovane atleta anche a sapersi creare degli obiettivi, considerando che questa capacità, come tante altre, sarà trasferibile a tanti altri contesti di vita.

Da adulti possiamo fare molto verso questa direzione. Alcuni punti da ricordarsi:

  • Undream goal…non va lasciato solo Il dream goal corrisponde all’obiettivo più grande che una persona ha, a volte è appunto il sogno della vita. In un mondo in continuo cambiamento è necessario, però, rimanere sempre flessibili in termini di aspettative, non avere il paraocchi: dirigersi sì verso una direzione, ma con lo sguardo sempre aperto ad altre opportunità. In generale, puntare tutte le energie su un’unica cosa è molto rischioso.
  • Dall’ideare... al fareNon basta selezionare un obiettivo e cruciale è l’agire, il muoversi verso di esso. Tempi e modi sono personali, ma nessun obiettivo viene raggiunto senza un impegno. Sì quindi alla proattività.
  • Decidere le prioritàQuali sono i gradini operativi da percorrere? Non sempre il quadro è immediatamente chiaro, ma via che si selezionano le strade aumenta anche la chiarezza (e si riduce lo spreco di energia). Sì, dunque, al favorire il riconoscimento della linea di demarcazione fra gli sforzi necessari e quelli superflui. Progettare non significa infatti “spingere” ad ogni costo e costantemente e in tutte le direzioni, ma primariamente SCEGLIERE.
  • L’inizio di un progetto risiede nel desiderioCapire i propri bisogni, ciò che si vuole raggiungere (piccolo o grande che sia) è la vera molla. Riconoscere quelle che sono le proprie passioni e gli spazi che ci piacciono è un apprendimento. Non significa che non mi confronterò anche con cose che mi piacciono meno, ma vuol dire imparare a scegliere, selezionare. La cosa peggiore che può succedere (ad ogni età) è non avere la minima idea di ciò che può piacerci.

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