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Alberto Bardini inizia ad allenare nella stagione 2011-12 il gruppo u17 elite alla Sestese Basket come vice per poi passare ad allenare in biancorosso l'annata '99 il primo anno affiancando Tommaso Paoletti e il secondo anno come capo coach. Ha concluso quest'estate il primo anno del corso Allenatore. Nel mezzo le esperienze federali sia al raduno interregionale con i migliori '99 d'Italia nel 2013, sia nel 2014 la partecipazione come allenatore al trofeo delle province "Fosco Carloni". Il prossimo anno continuerà ad allenare i "suoi" '99 che si affacciano al campionato u17 e farà il vice coach con gli u19.
 
Ciao Alberto, allora quali sono le tue aspettative con i gruppi con cui andrai a lavorare quest'anno?
 
Con gli u17 ci affacciamo ad un campionato nel quale giocheremo per la prima volta con una squadra di soli '99 contro avversari di un anno più grandi di noi, e chiaramente potremmo pagare le conseguenze di ciò, ma cercheremo di colmare il gap atletico e tecnico lavorando sodo in palestra, introducendo concetti di gioco nuovi e tentando di alzare l'asticella sempre di più. Con gli u19 il lavoro sarà invece quello di portare i ragazzi a completare il loro percorso giovanile migliorando il loro bagaglio tecnico-tattico e aiutandoli ad integrarsi il primo possibile nel mondo senior che li aspetta, qualcuno già da quest'anno.
 
Il raggiungimento delle Final Four u15 della scorsa stagione quindi è solo un punto di partenza con i '99?
 
Si certamente. L'anno scorso abbiamo dimostrato di essere in continua evoluzione e i progressi sono stati costanti, evidenziati a maggior ragione dai risultati sul campo. Chiaramente l'intenzione è quella di riprovare a fare esperienze simili, che gratificano e coronano il lavoro di una stagione, ma ciò passa solo attraverso l'allenamento quotidiano in palestra. Il gruppo ormai si conosce ed è ben amalgamato, anche se in realtà solo l'anno scorso è stata la prima stagione in cui il sodalizio Laurenziana-Cus ha portato questi ragazzi a giocare insieme per tutto l'anno.
 
Quanto fa la differenza essere un membro dello staff Laurenziana?
 
L'attaccamento alla società è forte lo ammetto, io la considero una seconda "famiglia", l'ambiente che si respira è incredibile, gente giovane e stimolata a lavorare, tutti sono pronti ad aiutarsi l'un l'altro, ogni momento è buono per imparare e condividere con qualcun altro dello staff. Non saremo una società professionistica ma con un pizzico di presunzione dico che per essere una società di quartiere per certi aspetti possiamo far invidia a tanti.
 
L'anno prossimo sarai poi coinvolto anche nella prima squadra nelle vesti di giocatore....raccontaci un pò delle tue esperienze da cestista!
 
Ho iniziato al Dlf Firenze per poi continuare le giovanili in varie squadre fiorentine, Legnaia, Laurenziana, Fiorentina Basket e Basket Firenze con la quale ho giocato anche le finali nazionali Juniores nel lontano 2003, dove erano presenti anche i vari Bargnani, Belinelli, Datome. Da lì in poi è iniziata la mia carriera nel mondo dei senior con i primi anni ad allenarmi con la serie B e a giocare qualche minuto in C2. Poi due anni di Laurenziana, con la quale ho vinto il mio primo campionato di serie D, cinque anni a Valdisieve, dove ho vinto un altro campionato di serie D e gli ultimi due anni a Sesto.
 
Come mai la tua scelta di riniziare e quali sono le tue aspettative?
 
Dopo 20 anni e oltre di basket giocato gli stimoli passano, ma Tommaso Paoletti lo sa bene, se c'era una sfida che non potevo non accettare era quella di vestire ancora la maglia biancorossa. Oltre chiaramente alle motivazioni personali, l'intenzione è quella di aiutare i nostri ragazzi a crescere e ad affermarsi, supportandoli e consigliandoli, insomma cercando di essere un esempio. Poi chiaramente mi piacerebbe riportare la Laurenziana dove l'avevo lasciata qualche anno fa...
 
Un ultimo pensiero?
 
Mi ricordo che quando ero bambino, ogni fine settimana i miei genitori mi portavano alla Valenti, e guardavo tutte le partite del weekend in programma con il sogno di un giorno di poter essere in campo io e avere le tribune piene di piccoli e meno piccoli a guardarti e a tifarti. Ecco spero proprio che sia così anche per qualche piccolo biancorosso! 

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